Tramonto a Pamukkale

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Il nostro itinerario in Turchia parte dallo spettacolare sito Unesco di Pamukkale, luogo celebre per le bianche terrazze di travertino formatesi per un fenomeno naturale che è possibile ammirare in pochi luoghi al mondo.
Ci è bastato fare una breve ricerca su internet e vedere alcune immagini per capire che non volevamo assolutamente mancare questa tappa.

Come raggiungere Pamukkale
Per raggiungere questa piccola località preparatevi a vari cambi di aereo ed autobus. Noi dall’Italia abbiamo preso un volo che, con scalo ad Istanbul, ci ha portati fino ad Izmir.
Una volta usciti dall’aeroporto di questa grande ed anonima città, abbiamo preso un pullman (che come vi ho raccontato in questo post è il mezzo di spostamento principale in Turchia) diretto all’otogar di Izmir dove partono i bus per Denizli.
L’atmosfera nell’otogar è sempre un po’ caotica. Baracchini che vendono cibo e oggetti vari hanno microscopici tavolini e sgabellini sui marciapiedi, operosi camerieri girano tra la gente con vassoi carichi di biccheri di çai (tè) a poche lire da sorseggiare durante l’attesa.
All’otogar potrete acquistare un biglietto per Denizli presso una delle numerose compagnie, il viaggio durerà più di 3 ore perciò salite sul bus e rilassatevi.
Giunti all’otogar di Denizli vi mancherà ancora un ultimo passaggio per arrivare a Pamukkale. Scendendo al piano interrato da dove partono i minibus (ne partono in continuazione a riempimento) ne abbiamo preso uno che in circa 20 minuti ci ha portati a destinazione.
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Le terrazze di Pamukkale
Il villaggio di Pamukkale è un incrocio di poche strade. Ci si sposta a piedi tra le case un po’ diroccate e prive di particolare fascino. Il villaggio è unicamente funzionale alla gestione dell’area Unesco e, a parte qualche ristorantino, non c’è davvero nulla.
Giunti a Pamukkale dopo pranzo, abbiamo dedicato il pomeriggio alla visita delle terrazze di travertino.
Le terrazze di stagliano bianche già da lontano e man mano che si sale il costone della montagna si prova quasi un senso di vertigine a guardarle.
Dopo la biglietteria inizia la salita: sotto i piedi nudi una sabbia calcarea con qualche sassolino punge un po’ la pianta dei piedi ma poi si raggiungono le pozze di acqua calda dove la sabbia è più fine e gradevole. Ci si può persino immergere nelle calde piscine naturali di Pamukkale.
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Giunti in cima cerchiamo di allontanarci dalla ressa e ci spostiamo verso le rovine della città romana di Hierapolis. E’ una piacevole passeggiata da fare in un’ora non troppo calda del giorno quando l’anfiteatro, gli archi e i monumenti funebri si colorano di rame e rosso mattone.
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Accanto alle vestigia storiche, una passerella in legno traccia il sentiero che costeggia le candide terrazze di sabbia bianca ed acqua turchese.
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Ciò che si legge sulle guide è vero, il tramonto su Pamukkale è un vero spettacolo della natura.

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La sera a Pamukkale ci sono 2-3 ristorantini nei quali potrete gustare la cucina locale…che a dirla tutta è buona ma non molto diversa dalla cucina del resto della Turchia. In gran parte basata sulla carne (kebap, kofte ecc), pide (delle specie di pizze fatte a barchetta) e riso.

Se avete in programma di trattenervi in zona ancora per un giorno, potreste visitare le grotte sotterranee di Kaklik che sono una specie di Pamukkale sotterranea, oppure, come abbiamo fatto noi, fare un’escursione di qualche ora nell’antica città di Afrodisia.

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